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Riflessioni del lunedì: “qualcosa”

In libreria nell’ultimo mese si è verificato un fenomeno strano, che mi spinge a pormi delle domande.

Diverse clienti entrano a chiedermi “qualcosa su Peter Pan”. Alché io rispondo che sì, ho il libro, una bella edizione Mondadori di Peter Pan di J.M.Barrie.

Ma non è quello che cercano: loro vogliono QUALCOSA su Peter Pan.

Ci ho riflettuto e ho considerato che il qualcosasu è uno dei principali spauracchi che rendono la vita di noi librai (in)degna di essere vissuta. Il cliente che entra a chiederti qualcosasu non solo non cerca libri, ma proprio non li conosce, non li frequenta, non li apprezza. Questo tipo di cliente è cresciuto nella terra del merchandising, dove le storie si trasformano in loghi con un solo tocco di bacchetta magica. Questo cliente gira libero per le strade declamando slogan; questi slogan sono “gadgets, non libri”, “albodacolorare, non storie”.

Ora.

C’è soltanto una cosa che io vorrei dire a questo tipo di cliente, mentre lo osservo nel suo prosperare:

 

“Non so se tu abbia mai visto la pianta della mente d’una persona. A volte i dottori disegnano piante di altre parti di te stesso, e la tua pianta può diventare profondamente interessante; ma sorprendili mentre tentano di disegnare la pianta della mente di un bambino, che non solo è confusa, ma si muove continuamente. Ci sono linee a zigzag, come quelle che segnano la tua temperatura su un grafico, e queste sono forse strade nell’isola; perché il Paese-che-non-c’è è sempre più o meno un’isola. Naturalmente ci sono molti generi di Paese-che-non-c’è. Quello di John, per esempio, aveva una laguna, e sopra voli di fenicotteri sui quali lui sparava, mentre quello di Michael, che era molto piccolo, aveva un fenicottero, e sopra di esso volavano le lagune. John viveva in una barca rovesciata sulla spiaggia, Michael in una capanna indiana, e Wendi in una casa fatta di foglie molto ben cucite insieme. John non aveva amici, Michael aveva amici di notte, e Wendi aveva un lupacchiotto abbandonato dai suoi genitori; ma in compenso tutti i Paese-che-non-c’è hanno una rassomiglianza di famiglia, e se stessero fermi in fila diresti che hanno lo stesso naso, e così via.

Su queste magiche rive i ragazzi si divertono a tirare le loro barche. Noi pure ci siamo stati; e anche se mai più vi approderemo, possiamo ancora sentire la voce dei marosi.”

 

Peter Pan, di James Matthew Barrie

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Le disgrazie non vengono mai sole

Ore 18:00 circa di un cupo martedì di febbraio. Entrano mamma, bambina di circa 4 anni, bambina di circa 9/10 anni. Si avvicinano direttamente ai libri di Mia&Me (cartone animato) senza neanche guardarsi intorno.

“Ehhh a mamma ma queste sono storie, per te non vanno bene… tu non sai leggere! Signorì non avete qualcosa da colorare?” 

Io porgo il libro dalla colorare alla bambina senza proferire parola.

“Mamma ma io voglio la storia!”
“E poi chi te la legge?”
“Tu!”
“Ehh io… se se. Tu a mamma invece che vuoi?”
Bambina grande (con profondissima nota di noia nella voce): “Niente, niente… tanto mica mi metto a leggere!”
“Vuoi quelli di Violetta a mamma?”
“Noooo già li tengo tutti!”

Ore 18:15 circa di un cupo martedì di febbraio. Entra coppia di nonni. 

“Vorremmo i tre porcellini, ci sta la versione da 90 centesimi?”
“Sì sì certo eccola qua.”
“E prendiamo pure qualche altra cosa! Che ci sta sempre da 90 centesimi?”
“Cappuccetto rosso, Cenerentola, Biancaneve…”
“No no no… quello è UN MASCHIO!”

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WTF

Cliente: – Mi puoi consigliare un libro per una bambina di 8 anni?
Io: – Qui c’è Tea Stilton…
Cliente: – E che è?
Io: – Sono storielle molto semplici, per le ragazzine. Altrimenti sempre per ragazzine ci sono questi di Jacqueline Wilson. Io sinceramente li trovo molto più belli, sono scritti bene e rispetto a Tea Stilton sono molto meglio.
Cliente: – Vabbè dai dammi questo (indica Tea Stilton)

 

 

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